Villa Pisani Bolognesi Scalabrin

Solo nel 1852, quando Evelina van Millingen giunge a Vescovana, inizia la trasformazione del giardino. È lei a risollevare lo stato di abbandono e a creare l’aura di aristocratica informalità della “Fattoria del Doge”, dando inizio alla realizzazione del suo “Crispin de Passe”. Cosi chiamò il suo giardino in onore del famoso botanico fiammingo Crispin van de Passe (1600).

Il giardino di Villa Pisani manifesta in ogni suo elemento le tre anime di Evelina, dovute, una all’educazione discendente dalla sua famiglia di origine (inglese e fiamminga), una al suo paese di adozione da sposa, e una al suo forte legame con la Turchia e alla cultura islamica. La forte radice inglese, che si esprime nel gusto vittoriano mitigato dal rispetto per la secolare storia dei Pisani, si salda con la tradizione del giardino all’italiana e diviene un armonioso incontro tra un impianto fortemente architettonico e la naturalità del parco circostante. Ma nel giardino sono evidenti i segni che evocano il giardino islamico, come la fontana che sorge al centro dei quattro viali che rappresentano i quattro elementi che governano la vita, l’aria, la terra, l’acqua e il fuoco. Come la presenza dei pavoni di pietra, che sono nella tradizione dei sultani, i custodi della casa, e delle bulbose, specialmente dei tulipani, i fiori di Allah.

Intorno alla metà del 1800 si era affermato, soprattutto in Toscana, il gusto per l’Italianate garden filtrato del gusto Vittoriano. Nel Veneto Asburgico questa tendenza non aveva trovato riscontro se non a Vescovana, dove la proprietaria colta e cosmopolita che poteva vantare tra i suoi ospiti i Principi del Galles, realizzò questo particolare impianto con vasi, statue e fontane, fino a farlo diventare un “unicum” di questa tipologia di giardino.

Siepe di tassi topiati in forma di solidi divide “l’immediate garden” dalla prateria e dal parco che è percorso da un viale perimetrale con diramazioni lungo le quali si incontrano in successione: la ghiacciaia naturale, la fontana dedicata alla Symonds, il giardino roccioso (la Mockery), le false rovine (“Tempio di Baal e mura di Gerico”), la Cappella di Famiglia, importante ed unico esempio di stile neogotico elisabettiano realizzata nel 1860 dallo scultore Antonio Gradenigo (scultore per Jappelli nel Caffè Pedrocchi a Padova) su progetto di Pietro Selvatico Estense, il Teatro dell’800 e il Tempietto dedicato a Sant’Antonio. Ma il capolavoro di questo splendido progetto è la grande quantità e varietà di piante secolari e monumentali, anche non autoctone, le cui dimensioni e chiome fanno di ciascuno un esemplare, unico oltre che storico.

E’ un percorso affascinante, in cui ciascuna pianta dispensa le emozioni più intense: superbe e generose sovrane, esse riconducono al mistero della natura che immobile e viva governa sopra ogni inquietudine e infondono quiete nel gioco di ombre e luci, oscurità e bagliori. Giardino e Parco di Villa Pisani sono la testimonianza della personalità e della fascinazione umana di Evelina Pisani così forte da sentirla ancora presente. Only in 1852, when Evelina van Millingen arrived in Vescovana, did the transformation of the garden begin. It is she who revives the state of abandonment and creates the aura of aristocratic informality of the “Fattoria del Doge”, starting the creation of her “Crispin de Passe”. This is how he named his garden in honor of the famous Flemish botanist Crispin van de Passe (1600).


The garden of Villa Pisani manifests in all its elements the three souls of Evelina, due, one to the education descending from her family of origin (English and Flemish), one to her country of adoption as a bride, and one to her strong bond with Turkey and Islamic culture. The strong English root, which is expressed in the Victorian taste mitigated by respect for the centuries-old history of the Pisans, merges with the tradition of the Italian garden and becomes a harmonious encounter between a strongly architectural structure and the naturalness of the surrounding park. But in the garden the signs that evoke the Islamic garden are evident, such as the fountain that rises in the center of the four avenues that represent the four elements that govern life, air, earth, water and fire. Like the presence of the stone peacocks.

Around the mid-1800s, especially in Tuscany, the taste for the filtered Italianate garden of the Victorian taste was established. In the Hapsburg Veneto this trend had not found confirmation except in Vescovana, where the cultured and cosmopolitan owner who could boast the Princes of Wales among her guests, created this particular plant with vases, statues and fountains, until it became a “unicum “Of this type of garden.

A hedge of topiated yews in the form of solids divides the “immediate garden” from the prairie and the park which is crossed by a perimeter avenue with branches along which they meet in succession: the natural icebox, the fountain dedicated to Symonds, the rock garden (the Mockery), the false ruins (“Temple of Baal and walls of Jericho”), the Family Chapel, an important and unique example of Elizabethan neo-Gothic style created in 1860 by the sculptor Antonio Gradenigo (sculptor for Jappelli in the Caffè Pedrocchi in Padua) on a project by Pietro Selvatico Estense, the 19th century Theater and the Tempietto dedicated to Sant’Antonio. But the masterpiece of this splendid project is the large quantity and variety of centuries-old and monumental plants, even non-native ones, whose dimensions and foliage make each one unique, as well as historical. It is a fascinating journey, in which each plant dispenses the most intense emotions: superb and generous sovereigns, they lead back to the mystery of the still and living nature that rules over all restlessness and instill calm in the play of shadows and lights, darkness and glow. Garden and Park of Villa Pisani are the testimony of Evelina Pisani’s personality and human fascination so strong that she still feels present.